16 Settembre 2009

Manifesto del blog

Salve a tutti e Benvenuti nel blog del pensiero snello!

Per avere qualche informazione su di me, potete andare a leggere la pagina del mio profilo ma qui vorrei aggiungere qualche parola. Come prima cosa, vorrei sottolineare che sono onorato di far parte di questa comunità di blogger e considero questa un’iniziativa molto importante per lo sviluppo e miglioramento della cultura imprenditoriale nel nostro paese. Come avrete già ben capito, non sono nato in Italia, ma sono arrivato qui dal primo anno di Università nel 1993. Quindi già un bel gruzzolo di anni… L’italiano quindi non è mia madrelingua e pertanto vi chiedo clemenza per eventuali errori grammaticali e/o di ortografia che sicuramente andrò a commettere (per fortuna c’è il correttore automatico… ;) ).

Chi mi conosce dal mio blog (Encob Blog) sa che il mio stile di scrittura è spesso abbastanza provocatorio, in quanto nella gran parte delle imprese la gestione della cultura imprenditoriale non è presente in maniera né efficace (avvicinamento ad un obiettivo) né efficiente (l’esecuzione di un determinato compito in maniera più economica possibile). E lo scopo della mia scrittura è quello di spronare gli imprenditori ad affrontare e sfidare lo status quo quotidiano, cercando di ampliare la loro visione su cosa vuol dire la gestione organizzativa-culturale di un’impresa con un diverso punto di vista rispetto a quelli tradizionalmente considerati come migliori, quale la produzione di massa. Nella produzione di massa lo scopo è di fare grandi lotti del prodotto che abbiano un costo unitario minore possibile, costruendo in questo modo le scorte enormi di magazzino che il cliente non ha ancora ordinato (concetto di sovrapproduzione, uno dei sette sprechi…). Nella produzione di massa questo concetto si chiama economia di scala. Le grandi scorte di magazzino sono una delle sette forme di spreco che vedremo in uno dei prossimi articoli. E gli sprechi vanno evitati, giusto?

Invece l’argomento del mio blog tratta di lean thinking, ossia tradotto nella letteratura italiana, il pensiero snello.

Cosa è il pensiero snello (lean thinking)? Il lean thinking come termine nasce dal libro omonimo di James P. Womack e Daniel T. Jones che racconta il sistema produttivo e organizzativo della Toyota. Vedremo anche qui negli articoli che seguono di cosa parla il libro e come va affrontata la gestione. Ma in breve, si tratta della gestione dell’organizzazione che tende a riorganizzare l’intero processo produttivo e i collegamenti tra le varie attività intermedie in modo tale che il prodotto passi da una attività all’altra senza perdite di tempo, in un flusso continuo, senza sprechi, quando il cliente lo ordina, nella quantità in cui lo ordina senza nessuna sovrapproduzione, e con la qualità che il cliente desidera.

Questo blog vi porterà alla scoperta di questo diverso modo di pensare e di vivere l’impresa (anche attraverso esempi pratici esterni all’impresa, dalla vita comune di casa ad esempio, per spiegare i concetti fondamentali…) e, spero, vi aprirà gli occhi per vedere le attività produttive (e non solo, anche amministrative…) con occhi diversi, occhi che osservano e vedono lo spreco e fanno di tutto per eliminarlo.

Spero che vi piacerà il nostro comune percorso e mi aspetto da voi la partecipazione numerosa nei commenti agli articoli.

  • Share/Save/Bookmark
Letture: 416 | Commenti: 18 |

18 Commenti a “Manifesto del blog”

  1. Ugo Fonzar scrive:

    Grande Dragan! Buon lavoro! :)

  2. Ernesto Capozzo scrive:

    Approvo l’approccio di Dragan al pensiero snello,
    perchè anch’io vengo dal Campo d’Azienda e dall’ORGANIZZAZIONE in “PRIMIS”.
    UNA DOMANDA : PERCHE’ DOBBIAMO SEMPRE RICORRERE A METODI STRANIERI e SIGLE (LEAN)SENZA CHIAMARE LE COSE CON IL PROPRIO NOME !! Organizzazione…
    IN UN MONDO APERTO,QUALSIASI ORGANIZZAZIONE DEVE SAPER ADEGUARSI ALLE VARIAZIONI ESTERNE PER POTER SOPRAVVIVERE.. COME NATURA INSEGNA!
    GUARDIAMO AL DNA DELLE FORMICHE o DEGLI STORMI DEGLI UCCELLI o Alla TERMODINAMICA ..
    Ne possiamo parlare ?

  3. Dragan Bosnjak scrive:

    Inanzitutto, grazie per i vostri commenti!
    Volevo replicare a Ernesto: hai ragione, probabilmente il linguaggio straniero è una barriera alla comprensione. Per questo motivo tenterò di mettere negli articoli anche la traduzione in italiano di termini, come avevo fatto anche in questo primo articolo (che parla di pensiero snello…).
    Riguardo gli eventi naturali, è un piacere osservare il lavoro di squadra delle formiche o degli uccelli in volo, dove esistono delle regole (non scritte chiaramente) che gli permettono di eseguire i loro compiti (trovare cibo e costruzione comunità o volo rispettivamente) in maniera molto efficiente ed efficace, dove ognuno conosce il proprio compito e il proprio ruolo all’interno della comunità alla quale appartiene.
    Magari anche gli umani potessero imparare dalla natura…

  4. Ernesto Capozzo scrive:

    Grazie per la risposta.
    Ho passato un intero giorno, ad analizzare il comportamento delle formiche , dopo aver improvvisamente rotto un formicaio.
    Esistono delle regole precise, le formiche sembravano impazzite, ma poi hanno ritrovato la strada.
    Quante analogie col mondo aziendale ed i principi “lean”!
    Mi piacerebbe fare un confronto.
    Ti preparo una bozza e poi ne discutiamo assieme, sul blog, se sei d’accordo.
    Ernesto

  5. Dragan Bosnjak scrive:

    Grazie, molto gentile! Sarebbe una cosa molto interessante da vedere. Io so qualcosa sul comportamento delle formiche che seguono i particolari feromoni per comunicare tra di loro quando si incrociano per ritrovare la strada di casa, in pratica si scambiano informazione booleana (ok-no) per dire se su quel percorso c’è il cibo o bisogna cercare un percorso diverso, poi una volta che gli viene distrutto il formicaio in pochissimo tempo sono in grado di riorganizzarsi e con un lavoro di squadra fenomenale ricostruire ciò che hanno perduto.
    Invece l’uomo aspetta l’aiuto del governo… E si lamenta… ;)

  6. XAL scrive:

    Allora Dragan siamo anziosi di leggere i tuoi articoli…

  7. This week on Postilla #1 scrive:

    [...] Questa settimana è stata la mia settimana introduttiva al blog ed ho scritto solo un articolo per farmi conoscere ai lettori di Postilla che si intitola: Manifesto del blog. [...]

  8. Dragan Bosnjak scrive:

    Salve XAL e benvenuto nel mio blog! Sarà mio piacere rispondere a qualsiasi domanda o curiosità che vorrai sapere. A presto!

  9. XAL scrive:

    Grazie Dagan,
    di questo “pensiero snello” non sapevo niente (c’è sempre da imparare) e devo dirti che mi sembra molto interessante.
    Io mi occupo di IT e TLC ma in questi ultimi 3/4 anni per una serie di coincidenze mi sono ritrovato a fare la ringegnerizzazione di processi industriali in aziende di servizio medie 2-40 milioni di fatturato.
    La crisi economica che ci sta investendo in quest’ultimo periodo non è solo vittima di
    un’inefficienza del sistema produttivo ma soprattutto di un modello organizzativo che
    non soddisfa più le attuali aspettative sociali. Superata questa bufera, le aziende che
    prospereranno saranno quelle che individueranno un modello organizzativo “moderno”,
    nel senso di soddisfare i desiderata dei consumatori attuali o post-crisi. Questo
    momento di rottura, se si riflette con attenzione, comunque ha degli aspetti positivi;
    ci sta permettendo di prendere coscienza dei cambiamenti che hanno modificato
    radicalmente gli equilibri economici. Stiamo tutti: come individui, società economiche e
    organizzazioni in genere prendendo le giuste misure e metabolizzando i nostri limiti, le
    nostre potenzialità e opportunità.
    Ho scritto un piccolo saggio di poche pagine che uso come modello nel mio lavoro e ritengo che abbia molti punti in comune con il “pensiero snello”, mi piacerebbe sottoportelo e avere le tue osservazioni. Come possiamo fare?

  10. Dragan Bosnjak scrive:

    Beh puoi sempre inviarmi una email… Basta che ti colleghi al mio blog personale (vedi la pagina del profilo) e trovi nella barra destra la sezione contattami con la casella dell’email…
    Mi farebbe piacere leggere queste idee e discuterne, magari anche in questa sede..
    Comunque quello che hai detto è sacrosanto: sono molte le aziende che iniziano a prendere coscienza delle inefficienze nelle loro organizzazioni ma non sempre sono a conoscenza dei metodi per tirarsi fuori dalla crisi, di vedere il valore che desidera il loro cliente e di fornirglielo. Infatti il secondo articolo di questo blog parlerà proprio di questo aspetto ed avrà il titolo: Valore e Spreco…
    Stay tuned… ;)

  11. Dragan Bosnjak scrive:

    Allora, caro Salvatore, ho letto il file che mi avevi inviato e volevo un pò commentarlo: sicuramente ci sono elementi del pensiero snello nel tuo documento.
    Infatti, si parla di lavoro nelle piccole squadre flessibili (cellule) che si adattano alle esigenze del mercato e tengono conto della loro profittabilità e risultati. Poi si parla di obiettivi in queste cellule che sono oggettivi, facili da vedere e capire da chi lavora nella cellula e condiviso tra tutti i componenti. Infine si parla della mutua soddisfazione tra il fornitore e il cliente dove si cerca di ottenere una situazione win-win per entrambi. Inoltre si parla del flusso operativo nella cellula e della definizone standard dell’interfaccia tra le varie cellule, mentre all’interno della singola cellula c’è l’autonomia dello standard che gli garantisca la migliore efficienza ed efficacia, anche questi elementi tipici del pensiero snello.
    Però quello che noto “tra le righe” è un orientamento fortissimo al costo inferiore, margini minimi sotto i quali non si può andare, in pratica il ROI del progetto. Non dico che questo è sbagliato, il pensiero snello infatti permette di ottenere i risultati finanziari e ritorno sull’investimento ma quello che manca nella presentazione secondo me è la mancanza dell’orientamento verso il processo, che deve fortemente orientato a soddisfare i bisogni del cliente, a fornirgli il valore aggiunto, senza difetti, quando lui lo vuole, nella quantità in cui lo vuole, senza sprechi. E per ottenere questo bisogna che ogni singola squadra (cellula) abbia perfettamente chiari i requisiti dei propri clienti (anche interni…) e di fornire a loro esattamente quello di cui hanno bisogno. E quando hanno un problema, dovrebbero collaborare insieme nel risolverlo attraverso il metodo scientifico (ciclo PDCA) in modo tale da trovare la causa all’origine del problema e risolverlo una volta per tutte e che questo stesso problema non si ripresenti mai più in futuro.
    Vedrai, come già ti avevo detto sopra, quali sono gli sprechi nei processi e come andarli a riconoscere e vedere, e una volta che li conosci, li potrai approcciare con mente diversa (considerandoli come opportunità di miglioramento) e migliorare l’intera architettura del sistema che hai creato.
    Il pensiero snello nasce da una applicazione logica del comune buon senso (che migliora l’efficienza complessiva del sistema…) e non è strano vedere suoi principi e metodi applicati nelle teorie come la tua, infatti dimostra l’ottimo ragionamento che ci avete messo nel definirle.
    Con l’evoluzione dei vostri principi con il tempo e se vorrete migliorarli nel tempo, vi avvicinerete sempre di più a quello che è la vera applicazione e vero beneficio del modello stesso: uno stato ideale.
    Pensaci e fammi sapere cosa ne pensi…

  12. XAL scrive:

    Dragan,
    nel mio lavoro si parla di cellule e di interfacce standard tra queste. E questo disegna un grafo e quindi dei processi in modo “rigoroso”.
    Poi ho parlato di una cellura super partes che controlla i processi e quindi dà gli obiettivi alle altre cellule (una sorta di orchestratore) ma sto lavorando ad un modello in cui non esista tale cellula ma tra gli obiettivi delle singole cellule ci siano regole anche di controllo esterno (una sorta di coreografia).
    Pensa a un direttore d’orchestra che dirige i musicisti ed un balletto classico in cui ogni ballerino/a sà esattamente quando e come muoversi.
    Se non sei riuscito a cogliere queste cose, sono molto felice, perchè posso migliorare il mio documento mettendo meglio in evidenza questi concetti.
    Considera comunque che da informatico tutte ste cose sono realizzate via software, ti invito a visitare il sito http://www.computervaritt.it/xal/
    Su tutto il resto concordo con te, è mia intezione documentarmi sul “pensiero snello” cercando in letteratura e poi…sarò sintonizzato sul tuo blog.

  13. Dragan Bosnjak scrive:

    Se leggi l’inglese, ti consiglio di acquistare su Amazon il libro “Chasing the Rabbit” di Steven Spear. In questo libro si parla molto bene della gestione dei processi e delle interfacce tra di essi. Sicuramente potrebbe esserti molto utile.
    Poi un altra risorsa che potrebbe esserti di aiuto è il blog Lessons Learned di Eric Ries che è uno dei più conosciuti proponenti dei metodi lean nello sviluppo di software delle startup americane. Ci sono alcuni articoli lì (anche abbastanza vecchi, devi cercare negli archivi) dove spiega come gestisce lo sviluppo proprio con le squadre piccole in comunicazione tra di loro e che rispondono prontamente ai feedback dei loro utilizzatori (clienti)…
    E sai una cosa: mi è piaciuto molto il tuo approccio alla mia spiegazione: lo hai preso come un’opportunità di miglioramento. Con questo atteggiamento umile puoi veramente realizzare grandi cose.
    Continua così e alla prossima!

  14. Dragan Bosnjak scrive:

    Scusami ancora, una curiosità: che cosa è un automa che descrivi nel tuo sito? Essendo io un ignorante della materia e un lettore del tuo sito (quindi un cliente…) mi piacerebbe sapere in parole “terra terra” di cosa si parla…
    Questa mia osservazione potrebbe servirti come un feedback di qualcuno inesperto nella materia per migliorare l’usabilità del tuo sito…

  15. XAL scrive:

    Grazie per le indicazioni in letteratura ne terrò conto.
    Per quello che riguarda gli automi, puoi cercare su wiki (http://it.wikipedia.org/wiki/Automa_a_stati_finiti) ma di fatto è il metodo di calcolo alla base dell’informatica.
    Per farti degli esempi (molto terra terra) gli automi sono usati per costruire linguaggi di sviluppo. Con i linguaggi di sviluppo (pure le macro excel) poi si scrivono i programmi gstionali, i siti web dinamici, data base…
    Sono usati anche più ad alto livello anche per definire un work-flow di processo.
    XAL (Xml Automata Language) che è stato pubblicato in una conferenza dell’IEEE l’anno scorso è innovativo rispetto ai work-flow tradizionali perchè è un un linguaggio di programmazione vero e proprio (quindi massima flessibilità nello sviluppo delle applicazioni) ma specializzato per disegnare work-flow di processo.
    A presto…

  16. Dragan Bosnjak scrive:

    Grazie per la spiegazione… Il flusso di lavoro del processo? Hmm, potrebbe essere una cosa interessante… Inteso per quale tipo di processo?

  17. XAL scrive:

    quelli che vuoi. Prova a seguire il tutorial (http://www.computervaritt.it/xal/index.php/it/tutorial/50-test-dellapplicazione) di xal segue un processo tipico di attivazione di una linea di trasmissione dati tipo adsl verso un carrier

  18. Dragan Bosnjak scrive:

    Ti raccomando, per lo sviluppo di software, di leggere anche questo articolo molto interessante che spiega l’utilizzo delle piccole squadre indipendenti…
    Potrebbe darti qualche spunto utile.

Scrivi il tuo commento!

Postilla è promossa da: IpsoaIl FiscoCedamUtetIndicitalia