15 Gennaio 2010
Come vengono assegnati i bonus ai supermanager?
E, unita alla domanda nel titolo, una seconda domanda: Quali sono le conseguenze di questa assegnazione?
Alla prima domanda la risposta è:
- quella scherzosa: in €…
- quella seria: in funzione del raggiungimento degli obiettivi raggiunti che gli vengono dati.
Voglio soffermarmi un pò sulla risposta seria. Come vengono determinati gli obiettivi in una organizzazione? In funzione di ciò di cui una organizzazione ha bisogno a lungo termine, immagino… Pensate anche voi che sia così?
Secondo me, non è proprio così… Spesso, l’obiettivo che viene assegnato è un obiettivo singolo a breve termine per la persona specifica e non collegato alla visione di una organizzazione. La persona che riceve questo obiettivo fa di tutto per raggiungerlo e per avere il proprio bonus. Cosa c’è di sbagliato in questo, mi chiederete?
Di sbagliato c’è che ogni persona insegue un proprio obiettivo a breve termine e fa quadrare i numeri per far vedere di averlo raggiunto, anche a scapito di ciò che quel suo obiettivo ha causato ad altre persone nell’organizzazione o all’organizzazione stessa a lungo termine. Spesso è un premio puntuale che migliora in maniera fittizia il proprio dipartimento ma ha un effetto negativo per i dipartimenti nella stessa organizzazione con cui è a contatto. Non c’è un collegamento nel flusso del processo…
Pensate come esempio ai bonus fatti ai manager bancari. Le banche, come ben sapete, sono andate in crisi enorme nell’ultimo anno e mezzo, che ha provocato la crisi economica a livello mondiale. Ma i supermanager si sono “pappati” i loro bonus lo stesso, usando spesso i soldi forniti dai vari governi per salvare le banche stesse… Come è possibile questa cosa?
Come prima risposta: INGORDIGIA…
Poi è possibile perché i loro bonus non erano legati alle sorti delle loro banche ma ai contratti che avevano fatto all’atto di assunzione che non prevedevano il fallimento ma solo la ridistribuzione del denaro e a qualche obiettivo a breve termine (magari trimestrale che poteva essere andato bene nel primo trimestre ma nel secondo la banca è fallita…) oppure a qualche accordo di mantenimento dello status quo sempre a breve termine.
Cosa hanno provocato questi obiettivi? La cecità di questi supermanager che guardavano solo ed esclusivamente il loro profitto personale senza preoccuparsi delle sorti delle banche.
Lo stesso succede nelle aziende. In quante aziende vengono assegnati i premi produttivi ai manager per aver fatto “lo stesso dell’anno prima” o, al limite, di averlo aumentato un pò, magari solo al livello del proprio reparto di appartenenza?
Questi sono premi sbagliati. I premi devono essere assegnati in funzione della prosperità dell’azienda a lungo termine. In funzione dell’avvicinamento dell’organizzazione alla propria visione e profittabilità sostenuta nel tempo. In funzione della creazione della giusta cultura di gestione dell’organizzazione dove ognuno è stimolato a “remare” verso questa visione, impara ed aiuta gli altri su questa strada. Dove i flussi di informazioni e materiali tra i vari reparti sono collegati. Dove regna il pensiero scientifico (PDCA) in tutte le attività dell’organizzazione e i manager aiutano tutti a imparare quotidianamente cose nuove e ad adattarsi ai mercati in continua evoluzione. Ad adattarsi in maniera flessibile ai bisogni odierni e futuri del cliente. Ad eliminare con passione tutti gli sprechi nelle loro attività quotidiane.
Ai manager che ragionano e agiscono in questo modo dovrebbero essere assegnati i bonus. E non agli altri…
Qualche esempio? Prendete la VW: “A partire dal prossimo anno, VW introdurrà il cosiddetto piano “a lungo termine”, in cui i manager saranno premiati in funzione della soddisfazione dei clienti esterni e soddisfazione degli impiegati interni, e inoltre in funzione dei loro raggiungimenti nelle vendite e nel profitto dell’azienda. In aggiunta, VW non offrirà più le stock options.” Un applauso alla VW per pensare in questi termini!
Poi, avete letto cosa ha chiesto il Governo Obama alle banche? La restituzione di tutti i soldi prestati con un piano decennale. In Italia non ci pensa nessuno a misure simili? Tanto sono soldi che ci ha dato “lo stato”, perché dobbiamo restituirglieli, adesso sono nostri e possiamo farne quello che vogliamo… E intanto lo stato si indebita sempre di più…
Dovrebbe crescere anche la nostra concezione e cultura dello Stato, direi…
Osservazioni e commenti?


Scritto il 26-1-2010 alle ore 21:25
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