15 aprile 2010
E’ proprio così difficile fare impresa?
Mi sono imbattuto stamattina in un articolo su Il Sole 24 Ore che parla di un imprenditore veronese di successo, a Londra…
Riporto alcuni passaggi dell’articolo che vorrei commentare:
È l’estate del 2004. C’è un bel sole quel giorno. Cristian si guarda attorno folgorato da ricordi d’infanzia, vorrebbe un gelato. Il desiderio si trasforma in idea d’impresa. Crea così la “Oddon’s Gelati italiani”. Una Ltd (che è l’equivalente di una Srl). Racconta agli amici italiani: «Ho creato l’azienda su internet, in mezz’ora, spendendo 50 sterline e con una sterlina di capitale». In tre giorni arrivano i documenti, il quarto giorno la gelateria è aperta.
Non solo, la Oddon’s viene sostenuta dal Businesslink, un ente creato dal Governo britannico per sostenere le start-up, che gli ha offerto consulenza all’inizio e ogni sei mesi (come a tutte le giovani imprese) un business check-up, un contabile o un consulente legale. Tutto gratis.
A distanza di sei anni dall’apertura del primo negozio, la Oddon’s conta 15 punti vendita. Nel 2007 vince il premio come migliore gelateria del Regno Unito.Il motto delle sue gelaterie è «la vita è troppo breve per mangiare un cattivo gelato».
Quando racconta ai suoi amici italiani di aver ricevuto in dieci giorni il rimborso dell’Iva per gli investimenti fatti, tutti saltano sulla sedia e laconicamente si chiedono perchè in Italia tutto questo non sia possibile.
Avevo raccontato nel mio articolo precedente che in Italia ci vorrebbe una scuola di imprenditoria, un sostegno ai giovani imprenditori che iniziano il loro percorso e non hanno grossa esperienza nel farlo. Avrete sicuramente notato nel testo di sopra del come il Governo Britannico sostiene le nuove imprese? Secondo voi in Italia non è possibile? Certo che lo è, ma nessuno ha interesse a farlo…
In Italia sul mercato deve sopravvivere chi è più furbo (e/o chi ha più collegamenti di dubbia provenienza e/o chi è figlio di papà…) del suo vicino a fregare più persone possibili. Non chi, messo nelle condizioni giuste, sia in grado di creare imprese di successo.
E qui non parlo neanche della burocrazia di apertura di un’impresa o cose simili, parlo solo della democrazia, del dare la stessa possibilità a tutti. Poi chi è bravo emergerà, chi non lo è chiuderà.
Ma intanto tutti hanno fatto la loro scuola e hanno capito di essere o non essere portati per fare gli imprenditori. E hanno potuto fare una scelta consapevole (con un giudizio oggettivo e concreto di un ente terzo…) su cosa avrebbero potuto fare nella loro vita.
Perché in Italia non esiste un ente come Businesslink finanziata dallo Stato? Anche se si chiama Postilla o in un qualsiasi modo simile, se fornisce al giovane imprenditore una strada democratica per emergere, secondo me, ne varrebbe la pena… Anche e soprattutto per la salute del tessuto imprenditoriale dello Stato.
Impariamo ragazzi, impariamo da questa esperienza…
La risposta alla domanda del titolo: Sì, purtroppo…

