2 dicembre 2010

Julian Assange = Robin Hood o criminale?

So che questo post potrà sembrare controverso, ma vorrei sentire la vostra opinione.

Nei secoli ci sono stati vari personaggi che hanno cercato di emulare la favola di Robin Hood – prendere dai ricchi per dare ai poveri - ma dovrete ammettere che pochi si sono avvicinati a questo risultato più di Julian Assange in questi giorni con WikiLeaks (anche se non dà niente ai poveri tranne le informazioni confidenziali dei vari governi, di cui, ahimé, i poveri – gente comune – hanno molta fame…).

La domanda è: secondo voi, il signor Assange è un eroe dei poveri che cerca di divulgare la democrazia e libertà di parola oppure parliamo di un comune criminale che diffonde le informazioni di cui è venuto in possesso, probabilmente in maniera illecita?

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6 Commenti a “Julian Assange = Robin Hood o criminale?”

  1. Emilio scrive:

    non conosco la questione a tal punto da poterne attribuire un giudizio approfondito, ma l’idea che mi sono fatto è che lo scopo potrebbe essere encomiabile se in buona fede, disinteressato e non indotto da soggetti o altri paesi che vogliono screditare gli stati che vengono “svergongati” da tali pubblicazioni.
    Le democrazie occidentali sono ovviamente le più esposte anche perchè immagino che si faccia più fatica a fare controinformazione a carico della Corea del Nord o di Cuba. Ritengo che queste punbblicazioni costituiscano non un’affermazione della libertà di informazione, bensì una gravissima lesione (ovviamente del diritto di privacy, ma parliam di niente) della libertà di pensiero e di libera espressione. Quel che deve contare, nei rapporti diplomatici, sono i passi ed i comportamenti ufficiali e non certo tutti i liberi commenti e considerazioni che vi sono a monte.

  2. Mediocrito scrive:

    “Non c’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato”… Qualcuno una volta disse…l’importante è che si riveli il vero…agiungo io.

  3. Gherardo scrive:

    Non abbiamo ancora gli elementi sufficienti per giudicare se il comportamento di Assange abbia scopi solo di lucro oppure fini politici, economici o addirittura personali.
    Non trovo scandaloso che le notizie, una volta catturate, vengano divulgate agli organi di stampa, soprattutto se questa è la finalità del proprio lavoro.
    Trovo grave che comunicazioni “riservate” di un Paese come gli USA possano essere intercettate.

  4. Ugo Fonzar scrive:

    Per me non è nessuno dei due
    La cosa che sconvolge sono le reazioni dei paesi coinvolti!
    Da qui si può desumere che sono fondate le sue “confidenze”
    Altrimenti si metterebbero a ridere (qualcuno lo ha fatto e fa bene se ha la coscienza a posto)

  5. Luca De Grazia scrive:

    Ciao Dragan!
    Per quanto mi concerne, da un punto di vista strettamente giuridico vi sarebbero molti se e ma da dirimere PRIMA di dare qualsiasi giudizio.
    http://degrazia.info/archives/261
    A presto.

  6. Dragan Bosnjak scrive:

    Io vi dico che personalmente andrei d’accordo con quanto detto da Ugo: se non ci fosse niente di vero, uno si metterebbe a ridere e lascerebbe stare… Invece, con tutto il casino che sta succedendo, avrei qualche sospetto che i giochi di potere vi siano e che non debbano essere svelati (almeno così la pensano le varie potenze mondiali…).
    Però sicuramente ci vorrebbe un pò più di trasparenza verso i popoli dei vari paesi “democratici” e non da parte dei politici…

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